Approfondimenti:
L’utilità del prato e del tappeto erboso non si limita agli scopi ricreativi, ornamentali o sportivi. Ormai da anni i pregi della vegetazione e del prato in particolare sono utilizzati per il miglioramento del paesaggio deteriorato, per la restituzione a verde di aree interessate da lavori di costruzione, per la difesa del suolo in generale e il contenimento delle scarpate in particolare.
Da sempre l’uomo si è confrontato con la forza delle acque meteoriche che scorrono sulla superficie dei suoli. Meno i terreni sono protetti da una buona copertura vegetale e maggiormente si verificano fenomeni di dilavamento e ruscellamento con formazione di solchi (pensiamo all’imponenza dei calanchi argillosi in territorio appenninico), di erosione, di dissesto idrogeologico.
La presenza di un prato diventa perciò di enorme importanza non solo per l’azione di contenimento delle scarpate fornito dai profondi apparati radicali di specie costrette a spingersi in profondità su terreni in cui l’acqua scorre senza poter penetrare, ma anche per la difesa del terreno che offrono le foglie e i fiori dall’azione battente delle precipitazioni, sempre più violente in questi ultimi anni in cui si stanno manifestando modificazioni climatiche tali da rendere sempre più frequenti fenomeni meteorologici alluvionali.
Anche i più convinti sostenitori dell’efficacia del cemento come elemento di difesa nelle opere di protezione dei suoli si stanno sempre più convertendo ad un approccio “morbido” per il consolidamento dei pendii, delle sponde e dei terreni in genere avendo constatato come la pratica che paga di più sia quella in cui la natura viene assecondata nelle sue manifestazioni dando la possibilità alla stessa di “sfogarsi” senza incontrare ostacoli cruenti nel suo cammino che altro non fanno che esasperarne le manifestazioni. Ecco allora confermata l’utilità di un ambiente permeabile, con alberi, arbusti, prati che rallentano, assorbono, contengono il fluire delle acque, ma nello stesso tempo permettono la libera manifestazioni degli eventi atmosferici.
Di questa opportunità si avvale l’ingegneria naturalistica, un metodo moderno di costruire che si avvale delle più antiche tecniche di gestione del territorio unite alle ultime soluzioni offerte dalla scienza e dalla tecnica.
Le biostuoie preseminate, i biotessili e biotessuti preseminati, le geostuoie fanno parte delle tecniche d’ingegneria naturalistica senza i quali la semina dei pendii, i rinverdimenti, il rivestimento vegetativo, il contenimento delle scarpate, non sarebbero possibili con la stessa efficacia dimostrata nel tempo.
Il ripristino ambientale, le sistemazioni forestali e dei versanti, la rinaturalizzazione, sono attività le quali ormai non possono prescindere dall’utilizzare questi mezzi tecnici per una valida gestione del territorio.